★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

Siamo come i Marciatori: non facciamo altro che sopravvivere giorno dopo giorno, rasentando la follia.

La lunga marcia - Richard Bachman, Stephen King

Ed eccomi qui a parlarvi di questo thriller distopico del mitico King. Che dire? All'inizio non mi stava prendendo molto perchè i dialoghi tra i personaggi mi sembravano troppo sconclusionati (poveracci, in qualche modo dovevano pur passarsi il tempo)... poi verso metà libro ha cominciato a piacermi, nonostante dei piccoli dubbi che restano irrisolti come la questione delle Squadre o com'è che di botto muore Stebbins. Comunque sia, a parte ciò, credo che la trama sia una metafora stessa della vita (o della lenta strada verso la morte) con tutti gli ostacoli, gli amici e i nemici, gli atti eroici e la sofferenza mentale, fisica, emotiva che ognuno di noi affronta ogni giorno, incentrata sul continuo "marciare", andare avanti e superare tutto... del tipo "mi piego, ma non mi spezzo"! 
Solo il finale del libro mi ha lasciato un pò perplessa: King cosa ci vuoi dire? Che arriviamo a un punto in cui impazziamo dopo tutti i sacrifici che facciamo per raggiungere i nostri obiettivi (veri o fittizi che siano) o che impazziamo anche e soprattutto senza aver fatto niente per rendere migliore la nostra vista, e che l'unica soluzione sia la morte? Ah, c'è tanto da riflettere...