★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

Ognuno di noi nella vita commette un errore mortale, e quando ce ne rendiamo conto, è già successo l'irreparabile.

Trilogia della città di K. - Ágota Kristof

Innanzitutto partiamo col fatto che questo libro è per chi ha uno stomaco forte: io credevo di averlo ma evidentemente non è così...! E non solo per le scene crude e violente che vi sono descritte ma proprio per tutta la storia in generale, per le tematiche trattate...
Durante tutta la lettura ho provato un senso di disturbo, angoscia, oppressione, disgusto e pesantezza. Sì, perchè di essere pesante è pesante! E' un macigno, un pugno allo stomaco, un grande nodo alla gola. Sono arrivata a un punto in cui non lo stavo più reggendo e avevo voglia di abbandonarlo...
Ma andiamo con ordine altrimenti rischio di apparire confusionaria (anche se non garantisco che questa recensione sia lineare).
Il libro è suddiviso in 3 parti: Il grande quaderno, La prova e La terza menzogna.
La prima è terribile e sconvolgente, attuale, vera e realistica (anche se a parer mio ci sono alcune scene un pò esagerate, fatte apposta per sconvolgere). Per quanto lo stile sia il punto di forza e originale del romanzo, questo modo di scrivere freddo crudo asciutto diretto secco che non lascia spazio ad emozioni... non è nelle mie corde, mi ha fatto sentire distanti le vicende narrate. E nonostante ciò non sono riuscita a staccarmi dalle pagine. Faceva male ma DOVEVO proseguire.
Qui facciamo la conoscenza dei 2 gemelli abbandonati, durante la guerra, dalla madre alla nonna senza cuore. Ma quanta cattiveria! Quanta violenza gratuita! Questi gemelli sono insieme vittime di abusi, privazioni, soprusi ma anche carnefici in un certo senso. Sono molto furbi e intelligenti e perciò riescono a sopravvivere.
La seconda segue la storia del gemello Lucas che resta nel proprio paese, mentre Klaus oltrepassa la frontiera. Una parte più soft, meno d'impatto della prima forse ma non per questo meno orribile e straziante. Quanta tristezza e amarezza! Davvero non si può capire... si aggiunge altra carne al fuoco perchè dopo le tematiche di guerra della prima parte, in questa affrontiamo incesto, violenza psicologica, alcolismo, suicidio, dolore per la perdita di persone care... troppo difficili da mandare giù. Troppo forti. Però finalmente la supero e passo alla terza parte...
Ecco! E' qui che cominciano a crollare tutte le mie certezze, tutto quello che sapevo; è qui che inizio a provare rabbia perchè è necessario rivalutare le infinite precedenti pagine di supplizio, capisco e non capisco... Mi confondo, lo dico sinceramente. Non so più chi dei 2 fratelli è il narratore, non riesco più a seguire la storia (l'andatura è veramente quella di una marionetta omicida come afferma Manganelli) e non vedevo l'ora di finire il libro. C'è troppa finzione e realtà insieme. Tutto diventa ambiguo, la storia si confonde tra flashback e sogni.
Mi rendo conto che il libro merita perchè è assurdamente geniale, ben scritto ed evocativo. Ma quand'è troppo geniale io ho come l'impressione di non riuscire a comprendere questa genialità, di non capirne il significato... quindi per me non è un capolavoro, non sono riuscita ad apprezzarlo appieno e non so nemmeno se consigliarlo o meno. Tale libro aspettava da tempo di essere letto ma mai mi sarei immaginata uno sviluppo e un finale simile. Mi aspettavo tutt'altro. Mi lascerà sicuramente il segno ma non lo comprenderò mai fino in fondo.
E comunque ora posso finalmente tornare a respirare.