★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

Gli sciocchi vantano ciò che faranno. Gli eroi lo fanno.

La Mezza Guerra - Joe Abercrombie

Allora, non so da dove cominciare ma devo assolutamente spendere due parole per Joe e la sua trilogia del Mare Infranto.
Questo infatti sarà un commento unico ai tre volumi. Partiamo col primo:
- Il mezzo re l'ho letto a inizio 2015 ma ancora lo ricordo quasi nei particolari... o perlomeno ricordo che l'ho divorato in pochi giorni, in quanto avevo la curiosità di proseguire, non riuscivo proprio a staccarmi... Mi ha preso fin dalle prime pagine nonostante sia un libro molto introduttivo. Qui si familiarizza con il protagonista Yarvi, insicuro, debole, imperfetto ma con una certa saggezza e quasi ci si affeziona mentre si leggono delle sue peripezie assieme ai compagni che incontra lungo il suo viaggio. Davvero un buon inizio, una buona storia caratterizzata da un mix di elementi perfetti da sviluppare successivamente e che facevano presupporre un gran seguito.
- Mezzo mondo infatti non è da meno. L'ho letto il mese scorso e, se possibile, mi ha preso più del primo, seppur inizialmente fosse un pò lento e c'è stato parecchio ad ingranare e a diventare più avvincente. Ritroviamo Yarvi, ora ministrante del Gettland, veramente cambiato: sicuro, determinato, scaltro, furbo... in una parola: potente. Ma non abbastanza. Subisce una bella trasformazione a livello di caratterizzazione, ma l'ho iniziato a guardare con un certo distacco, non con quel senso di affezione provato nel precedente volume.
Ci vengono poi introdotti nuovi personaggi come Hild (detta Thorn), personaggio femminile cazzutissimo anche se non il massimo della simpatia e della bellezza XD e Brand che mi era entrato nel cuore... un eroe ma non dei soliti super fighi perfetti, agguerriti, decisi e combattivi... no no... ma che vale molto lo stesso grazie alla sua saggezza, gentilezza e forza. Questi sono i personaggi principali ma Abercrombie ne crea una costellazione (Rulf, Fror, Dosduvoi, Koll, Safrit, Uthil, Laithlin, Gorm, Skifr etc.) ben caratterizzata e, a loro modo, mi hanno fatto tutti simpatia (anche quelli più antipatici). Insomma, ti sembra di essere lì con loro, per mare, in guerra e non riesci a non affezionarti. Questo volume quindi merita anch'esso, magari non sono stata d'accordo con alcune scelte dell'autore ma in linea di massima mi è piaciuto finchè...
- ...non è uscito La mezza guerra. Finito Mezzo mondo avevo troppa curiosità di leggere l'ultimo volume, lo aspettavo con trepidazione perchè pensavo che il meglio dovesse ancora arrivare e avevo delle aspettative che sono andate un bel pò deluse, come capita spesso quando si leggono trilogie/saghe.
Non so davvero cosa pensare. Inizio con un certo entusiasmo, mollo a stento il libro perchè voglio e devo continuare, devo sapere come finisce e poi iniziano a morire determinati personaggi (certo non potevano uscire tutti vivi, lo capisco, e non sarebbe stato credibile... però cavolo, farmi fuori...! non lo posso dire) e si fanno scelte sbagliate e il mio interesse cala, resto perplessa, basita... insomma un casino. Gli intrighi e le sorprese non mancano ma forse non li ho accettati, ecco. Inoltre entrano in gioco due nuovi personaggi (Skara e Raith) che inizialmente ho apprezzato, viene approfondito Koll che nel secondo volume mi era piaciuto mentre qui boh, non mi ha fatto nè caldo nè freddo... per non parlare di Yarvi che, se in Mezzo mondo già iniziava a farmi poca simpatia, qui siamo all'apice. Continua imperterrito nel suo scopo, non si ferma davanti a niente e nessuno, non gli frega un cazzo di niente e si rovina con le sue stesse mani.
Tutto sbagliato! Un finale scadente, morti inconcludenti dei cosiddetti grandi (prendi lo Spezza-spade e Creatore di Orfani per fare un esempio!), violenza gratuita, vendetta senza senso, parole belle e valorose ma vuote... Le parole sono armi, ma una spada è certo più letale. Speravo in un finale diverso, in eventi diversi e invece... ma va così con le speranze, come viene più volte ribadito nei libri.
Ammetto però che sono pieni di belle massime, bei concetti che bene si applicano alla realtà. E in ogni caso, a prescindere dall'interesse che è un pò scemato e tutte queste scelte che non condivido, Abercrombie ha uno stile fluido, dettagliato, lineare, incalzante e sicuramente leggerò altro di suo... ma non a breve, ecco. Ora devo riprendermi un attimo.
In generale è una buona trilogia, il voto finale è 4, ma la consiglio fino ad un certo punto.

 

Molti sono i forti, pochi i saggi.

 

Lo sciocco colpisce, aveva detto lei. Il saggio sorride, guarda e impara. E poi colpisce.

 

D'uno sguardo di rabbia, d'uno sguardo di dolore, d'uno sguardo d'odio ci si può fidare. Un sorriso può nascondere di tutto.

 

Proprio come ciascuno di noi possiede la sua verità, così è diverso ciò che è bene per le persone.