★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

Ci sono corde nel cuore umano che sarebbe meglio non fare vibrare.

I grandi romanzi - Charles Dickens

OLIVER TWIST ★★★★★ (Consiglio di lettura di agosto 2014)
20-08-14/30-08-14
Primo romanzo di Dickens che leggo e devo dire che è stata davvero una bella partenza! Erano secoli che volevo leggere qualcosa di suo ma boh, ho sempre avuto l'impressione che come autore fosse pesante e invece mi sono ricreduta. Certo da classico un pò mi ha monopolizzata ma è stata proprio una bella scoperta!
E' una storia coinvolgente dall'inizio alla fine, commovente, straziante, amara, dura, cruda, triste ma che per fortuna finisce bene... anzi traspare comunque un pò di speranza per un futuro migliore per chi ha avuto una vita disgraziata e lati oscuri nel proprio passato.
Charles, tra l'altro, è un narratore fantastico: con il suo stile sarcastico ricco di dettagli ha saputo tessere una rete di intrecci tra i personaggi, con qualche colpo di scena, che non mi aspettavo completamente!... e ha descritto minuziosamente una realtà terribile che in certi punti mi ha fatto accapponare la pelle.
Comunque è tutto perfetto: la caratterizzazione dei personaggi, la descrizione dei luoghi e dei difetti di una società che si basava sull'ipocrisia e sullo sfruttamento.
Di conseguenza consiglio assolutamente questo piccolo capolavoro che non si può non aver letto.
E per finire... utilizzando il tono ironico di Dickens: che bella, fantastica e sublime era, l'epoca Vittoriana!

 

DAVID COPPERFIELD ★★★★
09-09-14/28-09-14
Ed eccomi alla fine di questo lungo e faticoso viaggio di lettura. Che emozione e che soddisfazione aver letto un libro che mi attendeva tipo dal 2008 circa!
Allora. Cerchiamo di scrivere due parole decenti: di piacermi, mi è piaciuto e ho adorato e provato ammirazione per Davy dalla prima all'ultima pagina. Ma... sì, c'è un ma: che fatica del diavolo finirlo XD
Presa dall'entusiasmo di O.T., credevo di esser pronta ad affrontare una mattone del genere però mi sa che dovevo maturare ancora un altro pò. O.T è uno dei primissimi romanzi di Dickens in cui lo stile non era perfezionato (eppure l'ho trovato così scorrevole e coinvolgente!), mentre in D.C. è particolare e sofisticato, si sente moltissimo la differenza e probabilmente ne ho risentito...
Sicuramente si merita l'appellativo di capolavoro perchè è una storia intensa, molto sentita. Una storia d'amore, di passione per la vita, forza e volontà, ostacoli da superare... il tutto ambientato in quella bella, fantastica e sublime epoca Vittoriana di cui ho parlato precedentemente. Ma è anche piena di alti e bassi: quando, durante la lettura, la mia curiosità aumentava, ecco che Davy tirava fuori digressioni un pò noiose che mi facevano calare l'interesse; e poi troppe, troppe descrizioni ricche di dettagli... che probabilmente ci stavano, ma che io ho trovato veramente pesanti. E tante parentesi su Micawber che mi stavano urtando non poco!
In altre parole: lento, lento, lento! E quei capitoli lunghissimi e odiosissimi a volte... mamma mia.
Malgrado ciò, io imperterrita, ho continuato il mio viaggio perchè comunque la voglia c'era... e mi sono pure commossa per Davy, che non è perfetto ma così leale e generoso e adorabile, in alcune scene T_T
Non mi pento assolutamente di aver letto questo libro, ma non riesco proprio a mettere 5 stelle.
Ribadisco che l'ironia e il sarcasmo di Dickens mi piacciono e devo dire che, tralasciando alcune parti, l'attenzione è stata viva fino all'ultimo. La costellazione di personaggi (positivi e negativi) che ruotano attorno al protagonista non è stata lasciata al caso: Dickens ha dato a tutti, più o meno, ciò che si meritava, senza lasciare niente in sospeso e questa è una sua caratteristica che mi piace molto.
Insomma direi che come primo vero classicone è andata abbastanza bene: sicuramente mi resterà impresso e proseguirò con piacere il mio percorso dickensiano.
Lo consiglio? Certo che sì, per quanto possa risultare un pò ostico, è un romanzo imprescindibile.
Se come me siete agli inizi con i classici ma se soprattutto avete un buon rapporto con essi e non l'avete ancora letto, beh... fatelo!
PS. mitica la zia Betsey!

 

TEMPI DIFFICILI ★★★★½
10-10-14/14-10-14
"Ciascuno di noi raccoglie quello che ha seminato", ovvero: quello che viene fatto nel presente ha degli effetti diretti su quello che succederà nel futuro."

 

Davvero bello questo terzo libro che leggo di Dickens. Si ritorna un pò allo stile e alla narrazione esterna che tanto avevo apprezzato in O.T. con la differenza che qui c'è una maggiore scorrevolezza (complice sicuramente i capitoli brevi) e un buon coinvolgimento dall'inizio alla fine.
La storia, costellata di molteplici personaggi, è incentrata su temi importanti che fanno molto riflettere, quali: educazione, istruzione, immaginazione vs utilitarismo e sfruttamento nelle fabbriche. Essi fanno di questo romanzo, un romanzo sociale e senza epoca, attualissimo!
Ancor oggi infatti vediamo tanti genitori che impongono un certo tipo di educazione (sbagliata) ai figli, soffocando la loro immaginazione e curiosità perchè li vogliono omologati alla massa, rendendoli aridi e rigidi come la povera Louisa o irresponsabili, capricciosi e incuranti dei sentimenti altrui come suo fratello... magari lo fanno anche un pò inconsapevolmente e con le migliori intenzioni (vedi Tom Gradgrind) ma non capiscono che tutto ciò si ripercuoterà nell'età adulta e lì saranno dolori: "semplicemente" si raccoglierà quello che si sarà seminato. E non si può vivere di soli Fatti, calcoli e conoscenze specifiche, accidenti...
O ancora notiamo lo sfruttamento degli operai nelle fabbriche, l'ingiustizia a cui sono sottoposti, le leggi (errate) che sono costretti a seguire... questo mi fa pensare al povero Stephen che certo non si meritava quella fine.
Comunque, per quanto mi sia piaciuto e mi abbia fatto riflettere, non riesco a dare il massimo voto perchè mi ha lasciato un senso di amarezza, tristezza e malinconia in quanto quasi nessuno si salva (a parte Sissy e Louisa) e rispetto agli altri 2 romanzi dickensiani che ho letto precedentemente, non c'è un vero e proprio lieto fine... però è assolutamente da leggere!!!

 

LE DUE CITTA' ★★★
21-10-14/30-10-14
E' un romanzo potenzialmente buono e interessante e che fa riflettere ma... Charlie, non è del tutto colpa tua se stavolta non ho apprezzato questo libro... e i motivi sono principalmente tre:
- pessima traduzione, cosa che non mi era mai capitata... mi rendo conto che se i classici della Newton Compton hanno un prezzo conveniente, un motivo ci sarà, ma le traduzioni dei romanzi precedenti non sono così obsolete, le ho comprese perfettamente, quindi chissà perchè questa faceva un pò pena. Certe parti sembrava che migliorasse, ma non ne sono così sicura... forse ero io che mi ero abituata
- lentezza e pesantezza dello stile fin quasi oltre metà libro con una gran confusione tra scene di Parigi e scene di Londra, per cui perdevo il filo del discorso... e sempre per colpa della traduzione, alcune frasi non le capivo, dovevo proprio rileggerle O.O di conseguenza ho trovato il tutto un pò pesante, lento e noioso tant'è che in certi punti m'è calata addirittura la palpebra oppure non sono riuscita a leggere più di un capitolo al giorno
- sensazioni di tristezza, amarezza e disgusto nel leggere della ghigliottina, gli assalti del popolo, le ingiustizie... nel finale si è ripreso abbastanza ma sempre non c'è un vero lieto fine (povero Carton T_T), anzi è melodrammatico e ciò non mi garba
In ultima analisi 'sto libro è stato davvero un fiasco ma pazienza! Può capitare anche con i grandi scrittori.
Comunque non mi sento di consigliarlo (non quest'edizione almeno) se non avete una passione per la storia e un amore sconfinato per Dickens, perchè sono di gran lunga migliori i suoi romanzi sociali.

 

GRANDI SPERANZE ★★★★ (Consiglio di lettura di novembre 2014)
11-11-14/30-11-14
A distanza di giorni, cercherò di scrivere una recensione... mi verrà difficile recensire un libro di cui ho avuto pareri molti controversi, ma ci proverò.
Dunque... sicuramente sono 4 stelle piene perchè mi è piaciuto, seppur abbia fatto un pò fatica a leggerlo dopo l'entusiasmo iniziale.
Ebbene, la storia parte ottimamente, in modo scorrevole e coinvolgente, difatti la curiosità di proseguire c'è stata; però fin quasi oltre la metà si fa leggermente più noioso, lento e meno interessante, per poi riprendersi alla grande con alcuni colpi di scena e il finale abbastanza a lieto fine. Quindi, già si notano questi alti e bassi durante la lettura che non mi sono stati congeniali... ma direi che l'opinione più controversa di tutte l'ho avuta proprio riguardo il protagonista Pip: dolce da bambino la cui voglia di un pò di ambizione non l'ho trovata poi così sbagliata; snob, arrogante e inetto da adolescente. Di certo umanamente non è il massimo come persona (basti pensare a David Copperfield che, è più forte di me, mi vien da paragonarlo e non ha niente a che vedere con lui!), ma come personaggio uscito dalla penna dickensiana, tra il suo percorso di crescita, ambizione, vanità, debolezza e presa di coscienza che la ricchezza non è tutto in questa vita e che oltre ciò c'è altro, direi che è un gran bel personaggio, complesso e ben delineato. Comunque devo essere sincera, non mi è così dispiaciuto come personaggio, soprattutto perchè poi a modo suo cerca di riscattarsi e diventa consapevole che bisogna apprezzare le piccole cose quotidiane della vita, però è vero che ha adottato comportamenti insopportabili e non riesco a capire come Joe (dolce, buono, generoso e dotato di buon senso, nonostante la sua ignoranza) e Herbert (amico d'oro e premuroso per il nostro Pip) siano riusciti a tollerarlo e perdonarlo, dopo che inizialmente, date le sue "grandi speranze", l'ha disprezzati O.O
Passando oltre, almeno sono contenta che si è reso conto dei suoi errori e ha cercato di riscattarsi facendo le uniche due cose buone in vita sua, cioè aiutare segretamente il suo grande amico Herbert e Magwitch (altro personaggio che mi resterà impresso). A proposito di lui devo dire che la sua storia mi ha fatto intenerire e riflettere attentamente sulla condizione disagiata di queste persone che non venivano (e tutt'ora ai giorni nostri, non vengono) accettate dalla società a causa del loro passato o della loro povertà.
Devo essere sincera ancora una volta: anche io quando Pip ha rivisto per la prima volta dopo tanto tempo il forzato e scoprendo in lui il suo benefattore, ho provato una sensazione di disagio, quasi di ribrezzo... perchè ero ignorante e non sapevo tutta la storia che c'era dietro. Dopo ho provato solo tenerezza perchè Magwitch non ha mai avuto brutti pensieri su Pip, si è sempre fidato di lui fino all'ultimo e soprattutto perchè non si è mai lamentato dopo che ne ha passate così tante :( molto commovente quando Pip veglia su di lui...
Passiamo ora ad altri due personaggi che per me sono strani e inquietanti ma non meno particolari o originali: Miss Havisham ed Estella. Entrambe non sono proprio il massimo come persone però, anche qui, Dickens non ha voluto dare una sorte troppo brutta... di fatto ho provato quasi pena per la loro condizione, soprattutto per Estella che era fredda, distante e dal cuore di ghiaccio perchè purtroppo così era stata educata fin da banbina da Miss Havisham che, non pensando minimamente alle conseguenze, ha fatto di lei uno strumento di vendetta verso gli uomini, a causa della sua delusione d'amore.
Insomma bene o male, come sempre Dickens dà a tutti ciò che si meritano senza però fargli fare delle vere brutte fini... e come sempre riesce a creare bellissimi intrecci che portano a delle scoperte che il lettore non si aspetta, in modo tale da fargli avere una visione quanto più ampia possibile delle vicende narrate.

 

RACCONTI DI NATALE:
Un canto di Natale ★★★★★
21-02-15/23-02-15

 

Le campane

Il grillo del focolare
La battaglia della vita
Il patto col fantasma