★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

Ora, io credo di essere il miglior giudice delle mie azioni.

Nicholas Nickleby - Charles Dickens

E dopo ben 27 giorni finisco questo libro.
Ammazza, che fatica!
Se penso che l'anno scorso in soli 3 mesi ho letto 5 romanzi di Dickens, resto sbalordita... e credo che il fatto che abbia trovato "Nicholas Nickleby" abbastanza pesante sia dovuto in parte a questo tour de force. Ma all'epoca ho come avuto un colpo di fulmine con "Oliver Twist" e da lì mi è partito un sincero entusiasmo per Charlie che non ho potuto frenare.
Attenzione: a me Dickens piace. Però trovo che in certe parti sia prolisso e dispersivo. Solo il primo amore (O.T.) ho trovato super scorrevole, e "Tempi difficili"... con gli altri romanzi invece, tutta una serie di alti e bassi. All'inizio della lettura ho un interesse pazzesco, leggo spedita e sono curiosa di proseguire... poi arriva un momento in cui non ce la faccio più; mi sento stremata da capitoli che non finiscono mai, più quelli che non sono proprio importanti ai fini della storia. E' come se avessi fatto una lunga corsa costante e ad un certo punto mi fermassi di colpo per la troppa stanchezza. Proseguendo, Dickens mi sorprende con un colpo di scena e allora ricomincio a leggere con un vivo interesse. Poi ancora mi blocco; mi riprendo; e alla fine, appena mi mancano pochi capitoli leggo il più velocemente possibile perchè non ne posso più! Mi rendo conto che posso suonare incoerente ma la verità è questa. Ciò non toglie che a me D. PIACE. Ed è per questo che dopo 8 mesi ho voluto riprenderlo. Sentivo una certa nostalgia. Mi mancava... mi mancavano i suoi personaggi ben caratterizzati e approfonditi psicologicamente, il suo modo ironico sarcastico pungente e diretto di narrare, di renderci consapevoli di una brutta realtà, il suo essere attuale ma consolante e confortante, il suo modo di scaldare il cuore nonostante le disgrazie e i problemi personali.
E' INIMITABILE!
Ma passo ora a parlare del libro nello specifico. E' il terzo cronologicamente dopo O.T. e lo stile può forse sembrare a tratti acerbo essendo uno dei primissimi romanzi dell'autore; non per questo meno godibile, anzi.
Ci troviamo di fronte alle avventure e disavventure di Nicholas, un giovane dal cuore generoso, buono e affabile ma anche dal carattere impulsivo, impetuoso, caparbio, ostinato e non sempre amabile. E' un bel personaggio seppur devo ammettere che mi son piaciuti altri protagonisti dickensiani... non ho provato una forte empatia come per David, Oliver o Pip. Comunque sia è un eroe con tutti i suoi difetti e per questo l'ho apprezzato.
Poi in generale la storia mi è piaciuta perchè il Dickens "sociale" è quello che più preferisco. Ci sono tutti i temi a lui cari: sfruttamento minorile, nelle fabbriche, povertà. In questo senso ho provato dolore, angoscia e disgusto per la condizione del povero Smike, per il luogo di desolazione, sporcizia, inaridimento, disperazione in cui è cresciuto assieme ad altri bambini sventurati... non riesco davvero ad immaginare che a quei tempi esistevano istituti pietosi del genere e famiglie che abbandonavano lì i proprio figli. Sconvolgente!
E non solo: Dickens ci descrive anche le insidie, la cattiveria, i lati più oscuri che si annidano nel cuore umano e che si risolvono principalmente nella figura di Ralph Nickleby. Ma si può essere così cattivi, meschini, insensibili, assetati di denaro? Devo ammettere che alla fine mi ha fatto molta pietà e compassione ma per tutto il tempo della lettura ho provato solo rabbia e ribrezzo per le sue azioni. Per fortuna ha quello che si merita perchè penso che prima o poi tutto ritorna e che i soprusi subiti verranno ripagati con molte soddisfazioni. E' questo quello che D. sostanzialmente ci insegna. E ce lo dimostra creando personaggi straordinari come Nicholas, i fratelli Cheeryble, Newman Noggs, John Browdie e tanti altri che se ce ne fossero di più il mondo sarebbe migliore!
Comunque in definitiva consiglio questo classico solo per gli amanti dell'autore e delle tematiche sociali e per sorridere di tutti i messaggi positivi e la forza di volontà che ci vuole per andare avanti e crearsi un futuro.