★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale.

L'importanza di chiamarsi Ernesto - Il ventaglio di Lady Windermere - Una donna senza importanza - Un marito ideale - Oscar Wilde

L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO ★★★★
1-05-15/1-05-15 (Consiglio di lettura di maggio 2015)
Primo approccio con Wilde.
Niente male, davvero niente male... infatti l'ho divorato in un giorno!
Si tratta di una brillante, intelligente e geniale commedia che poi è una critica all'alta società vittoriana dove gli elementi centrali erano l'apparenza, l'essere frivoli, la ricchezza, il piacere, i propri interessi. Quindi, nel suo essere divertente e simpatica, è anche molto significativa.
Il tutto è ovviamente basato sul famoso gioco di parole tra "Ernest" e "earnest" che dà origine a situazioni comiche, malintesi ed equivoci. Belli anche gli intrecci tra i personaggi e il colpo di scena finale.
La consiglio e non vedo l'ora di proseguire il mio percorso wildiano!

IL VENTAGLIO DI LADY WINDERMERE ★★★½
12-05-15/12-05-15
Wilde con uno stile raffinato, ironico e delicato riesce a prendersi gioco di una società ipocrita ai limiti dell'inverosimile. Riesce ad essere divertente e significativo allo stesso tempo, con battute argute e spigliate che vanno dritto al problema in questione. In questo caso ci troviamo a leggere di gelosia, infedeltà coniugale, disonestà, apparenza; tutti punti cruciali di un'epoca falsa e meschina.
Comunque devo dire che quest'operetta mi è piaciuta, ma non quanto "L'importanza di chiamarsi Ernesto". L'ho divorata anch'essa in poche ore, si lascia leggere perfettamente, ma l'ho trovata prevedibile e priva di spessore come trama in sè.
Però è sempre un piacere leggere Wilde, apprezzo il suo modo graffiante di fare satira, soprattutto per me che sto imparando a conoscerlo!

UNA DONNA SENZA IMPORTANZA ★★★
12-06-15/13-06-15
Mi sa che stiamo andando sempre a calare... la prima opera contenuta in quest'edizione mi è molto piaciuta, la seconda è carina e godibile, ma niente di entusiasmante e ora questa terza opera l'ho trovata piuttosto banale, mediocre e scialba.
Senza nulla togliere alla bruttissima situazione di Mrs Arbuthnot (abbandonata da giovane quand'era già incinta dall'uomo che amava e che non ha voluto sposarla, Lord Illingworth) però davvero, è molto scontata e anche triste. Non c'è quell'ironia, quella genialità e freschezza delle battute che ho riscontrato nelle opere precedenti. Le tematiche trattate sono molteplici e attuali: il matrimonio, la famiglia, le pari opportunità tra entrambi i sessi, la donna vista come simbolo di martirio quando si tratta di crescere da sola un figlio abbandonato dal padre, per contro la donna superficiale, civettuola, viziata e vanitosa, i diritti e i doveri di uomini e donne... insomma tutti temi significativi e che fanno riflettere. E capisco il modo di Wilde con certe affermazioni (per me inconcepibili) di prendersi gioco della società vittoriana ai limiti dell'inverosimile... Ma ripeto, in generale quest'opera non mi ha lasciato quasi nulla. La dimenticherò presto.
Spero vivamente di riprendermi con Un marito ideale!

UN MARITO IDEALE ★★★★
20-06-15/21-06-15
Ebbene sì! Qui torniamo all'Oscar (ormai siamo amici noi due) che mi è tanto piaciuto ne "L'importanza di chiamarsi Ernest".
Stile sempre superbo, raffinato, ironico e affascinate, intrecci tra i personaggi ben fatti, battute pronte, dirette e geniali. Insomma è un'opera divertente e carinissima, che nel contempo fa molto riflettere in merito al tipo di uomo e donna ideale, al matrimonio basato sul rispetto e fiducia reciproca che viene minato da un singolo fatto oscuro di uno dei 2 coniugi. Insomma Wilde va ad intaccare la cosiddetta PERFEZIONE e purezza d'animo che in realtà ovviamente NON esistono. Mi ha fatto capire che è importante essere accettati così come si è e che proprio l'imperfezione ha bisogno di essere amata... Facile amare per i pregi che si possiedono.
E per la cronaca: adoro come critica e prende per i fondelli quest'epoca schifosamente sorretta da apparenza, ricchezza, materialità, ozio e (per la maggior parte) sentimenti fittizi.

In definitiva non posso che consigliarvi queste 4 opere, che hanno tutte qualcosa da insegnarci.
E da parte mia continuerò sicuramente il mio percorso wildiano!