★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

ALL THE BRIGHT PLACES

— feeling cry
Raccontami di un giorno perfetto - Jennifer Niven

Difficile scrivere una recensione perchè quello che dirò non sarà mai abbastanza per far comprendere ciò che ho provato leggendo questo piccolo e straziante gioiello. Difficile riprendersi da un pugno allo stomaco come questo...
Dopo una partenza spigliata e quasi divertente malgrado le tematiche trattate (suicidio, depressione, diversità) grazie allo stile delicato, tenero, diretto, toccante e scanzonato dell'autrice, sono arrivata ad un punto in cui non sono più riuscita a continuare la lettura a causa della vista appannata dalle lacrime... lacrime di rabbia perlopiù. Pochissimi libri riescono a sciogliermi o a toccarmi corde profonde del cuore e nonostante la maggioranza delle emozioni provate siano state negative (mi sembrava di trattenere il respiro, di provare un senso di vertigine e soffocamento... non so come spiegare), sono rari i libri che te le fanno provare. E questo già gli fa ottenere 5 stelle. Perchè è una storia che rende CONSAPEVOLI. Consapevoli del fatto che dietro una persona allegra (seppur considerata strana) come Finch, in realtà si nasconda una situazione tragica che non ti aspetteresti. Cosa porta una persona al suicidio? Quali sono i segnali? Possibile che si possa essere così egoisti senza pensare al dolore che si lascia dietro? Davvero tutto sembra così nero e senza una via d'uscita? Qui ci troviamo di fronte ad una condizione complicata dovuta ad una violenza domestica e al menefreghismo dei genitori che non è cosa da poco per far decidere ad un adolescente di togliersi la vita.
Quanti Finch ci sono al mondo? Che si sentono così soli e abbandonati da tutti e non compresi? E quante Violet, colpiti da una disgrazia esterna? Così fragili e chiusi? Viene da pensare che due ragazzi problematici come loro non dovrebbero stare insieme e invece è proprio grazie all'Amore che riescono a confortarsi ed essere speranzosi. Almeno fino a un certo punto... purtroppo nel corso della lettura si capisce che sta arrivando il peggio e non volevo continuare perchè non potevo crederci... evidentemente l'amore non è abbastanza in certi casi. Chi vuole compiere questo gesto estremo è deciso a metterlo in atto, e non può fare niente per frenare quel terribile senso di vuoto... la paura di non riuscire più a sentire niente... mamma mia, non voglio neanche pensarci!
Questo libro mi ha fatto capire che le cose belle prima o poi finiscono, per questo bisogna cercare di vivere quanti più giorni perfetti in quanti più luoghi luminosi è possibile. E malgrado il finale, il libro trasuda vita, perchè è nella nostra natura e nessuno, per quanto possa essere disastrosa la propria situazione, qualunque sia il motivo vuole veramente ma VERAMENTE morire. Purtroppo appare come l'unico modo possibile, l'unica scelta da fare quando ti senti a pezzi e sembra che il mondo ti crolli addosso. Ma c'è sempre una soluzione, DEVE esserci.
Quindi dico solo: non fermiamoci alle apparenze. Non fermiamoci alle etichette che ci vengono costantemente affibbiate. Qualunque sia il problema, ci sarà sempre qualcuno che ci aiuterà.

 

Se avete la sensazione che qualcosa non va, non abbiate paura di parlarne.
Non siete soli.
Non colpevolizzatevi.
Là fuori c’è chi vi può aiutare

 

Queste le parole dell'autrice che SA di cosa sta parlando, non si tratta del solito YA con una storia campata in aria, perchè la Niven ha vissuto (indirettamente) l'esperienza del suicidio, ed è stata etichettata come "sopravvissuta al suicidio". Il suo messaggio finale è di forza e speranza. Quindi, anche se fa male, vi invito caldamente a leggere questo libro... anzi dovrebbe essere letto nelle scuole per far acquistare maggior consapevolezza riguardante tali tematiche e per aiutare chi è nella situazione di Finch e Violet.

 

Grazie Jennifer.

 

«Posso farti una domanda? Secondo te esiste un giorno perfetto?»
«Cosa?»
«Un giorno perfetto, dall’inizio alla fine. Un giorno in cui non succede niente di tragico, o di triste o di ordinario. Secondo te esiste?»
«Non lo so.»
«Te ne è mai capitato uno?»
«No.»
«Nemmeno a me. Ma lo sto cercando.»