★Luisa★

  • Quindi la sconfitta ti dà solo un motivo in più per continuare, eh?

Dopotutto la vita non è altro che una lotta contro la morte. Una lotta continua.

— feeling doubt
Break. Ossa rotte - Hannah Moskowitz, Sara Reggiani

Attendevo questo libro da circa 2 anni, quindi, mi capite, non stavo più nella pelle per iniziarlo... ma ora che finalmente sono riuscita a leggerlo, sono rimasta un pò delusa e perplessa.
Boh, forse avevo aspettative troppo alte ma dalla trama sembrava molto promettente...
Alla fine non mi è dispiaciuto perchè è scorrevole e si legge d'un fiato, però sinceramente mi aspettavo una storia più intensa, emozionante, commovente, che ti resta nel cuore... e più articolata; non c'è l'ombra di un'introspezione psicologica del protagonista, una descrizione approfondita delle sue emozioni e sensazioni e si nota come lo stile sia acerbo, scialbo, ripetitivo, con frasi fatte e scontate.
Per dirla in altre parole si capisce che è scritto da una 15enne, e con questo non voglio dire che sia un libro sgradevole, anzi, ma non mi ha trasmesso granchè ecco.
I primi termini che mi vengono in mente per descrivere tale romanzo sono: assurdo, pazzo e inverosimile. Inverosimile prima di tutto perchè non so fino a che punto un ragazzo con mille allergie alimentari e non (e già qui ci si insospettisce) possa fare sport e apparire muscoloso, in forma .__. poi perchè non è possibile che un bambino di 8 mesi pianga senza conoscerne il motivo; ancora perchè non riesco proprio ad immaginare dei genitori così snaturati e menefreghisti (tanto per cambiare).
Ma decido di passare sopra questi dettagli e prendere 'sto libro così com'è, cioè una trovata commerciale, leggero e poco impegnativo per come è trattato che ogni tanto ci vuole... giusto per svagare un pò. Che svagare si fa per dire, un pò di angoscia e tristezza l'ho provata, ma per fortuna finisce relativamente bene perchè c'è una specie di messaggio di speranza.
Inoltre riguardo la tematica dell'autolesionismo, diciamo che non mi ha mai affascinato particolarmente però, con tutte le cose assurde che si sentono di questi tempi, non mi stupirei se in mezzo ci fosse un ragazzo che per staccare dai suoi problemi famigliari decide di rompersi le ossa O.O
E dire che solitamente i romanzi che parlano di giovani disagiati mi piacciono ma questo quasi non mi ha fatto nè caldo nè freddo... l'unica cosa che ho davvero apprezzato è il rapporto di fratellanza, l'amore e la preoccupazione di Jonah per Jesse. Solo il loro legame eh, Jonah non è che mi abbia fatto tutta sta simpatia (un pò di tenerezza sì dai) e manco gli altri personaggi.
Per il resto direi che l'autrice si è spinta troppo verso una tematica delicatissima che spero non le appartenga, con l'utilizzo del punto di vista maschile che poteva evitare visto che ci vuole una gran maestria nel sapersi immedesimare nell'altro sesso e lei di sicuro non ce l'ha.
In definitiva non so se consigliarlo o meno: se vi capita bene, altrimenti non è indispensabile leggerlo.